Resto al Sud 2.0: come funziona, chi può richiederlo e come ottenere fino a 200.000 euro per avviare un'attività


Avviare un'attività al Sud con un contributo a fondo perduto

Hai meno di 35 anni, vivi nel Mezzogiorno e vorresti aprire un'attività, ma non disponi del capitale necessario per partire? Esiste un incentivo pubblico che potrebbe aiutarti a trasformare la tua idea in un progetto imprenditoriale concreto: Resto al Sud 2.0.


Si tratta di una misura destinata ai giovani che vogliono avviare una nuova attività imprenditoriale, professionale o autonoma in alcune regioni del Sud Italia. Il programma mette a disposizione contributi a fondo perduto che, in base alla formula scelta e ai requisiti rispettati, possono arrivare a finanziare una parte significativa dell'investimento iniziale.


In questa guida di Guadagna Smart vedremo come funziona Resto al Sud 2.0, chi può presentare domanda, quali attività sono ammesse, quanto denaro è possibile ottenere, quali spese si possono finanziare e come compilare la richiesta.


Prima di iniziare: le informazioni riportate si basano sulla documentazione ufficiale di Invitalia consultata a ottobre 2026. Le condizioni di ammissibilità e le modalità operative vanno sempre verificate sui documenti ufficiali aggiornati.


1. Che cos'è Resto al Sud 2.0?

Resto al Sud 2.0 è un incentivo pubblico pensato per favorire l'autoimpiego e la creazione di nuove attività economiche da parte dei giovani nel Mezzogiorno.

La misura è gestita da Invitalia ed è finanziata attraverso il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027. La dotazione finanziaria indicata da Invitalia è pari a 356,4 milioni di euro.

L'obiettivo è aiutare i giovani a creare un'attività propria, sviluppare competenze imprenditoriali e generare nuove opportunità di lavoro nei territori interessati.


Il programma prevede due principali strumenti di sostegno:

  • Voucher a fondo perduto, per iniziative con investimenti di dimensioni più contenute.
  • Contributo a fondo perduto per programmi di investimento, per progetti che richiedono un investimento più consistente.


Non si tratta quindi di un prestito tradizionale da restituire con gli interessi. Il contributo è un'agevolazione pubblica, ma viene riconosciuto soltanto alle iniziative che rispettano i requisiti e superano la valutazione prevista.


Link ufficiale: "Resto al Sud 2.0 – Invitalia"


2. In quali regioni si può richiedere?

L'incentivo riguarda le nuove iniziative da avviare nelle seguenti regioni:


- Abruzzo

- Basilicata

- Calabria

- Campania

- Molise

- Puglia

- Sardegna

- Sicilia


Per esempio, un giovane che vuole aprire uno studio professionale in Molise, un laboratorio artigianale in Puglia oppure un'attività di servizi in Calabria può valutare questa opportunità, purché rispetti tutti i requisiti previsti.


Non basta, però, risiedere in una delle regioni elencate: bisogna verificare anche la localizzazione effettiva dell'attività e le condizioni richieste dalla misura.


3. Chi può richiedere Resto al Sud 2.0? Tutti i requisiti

Il bando è rivolto ai giovani che hanno compiuto 18 anni e non hanno ancora compiuto 35 anni al momento rilevante previsto dalla normativa.

Oltre all'età, è necessario appartenere ad almeno una delle categorie ammesse.


Le condizioni lavorative richieste

Possono accedere, se rispettano le altre condizioni, i giovani che sono:

  • Inoccupati: persone che non hanno un'occupazione e che non rientrano necessariamente nella definizione di disoccupazione secondo le regole applicabili.

  • Inattivi: persone che non lavorano e che non cercano attivamente un impiego secondo le definizioni statistiche e amministrative pertinenti.

  • Disoccupati: persone che si trovano nella condizione di disoccupazione prevista dalla normativa.

  • Disoccupati inseriti nel programma GOL: soggetti disoccupati appartenenti al programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori.

  • Working poor: lavoratori con un reddito da lavoro dipendente o autonomo che soddisfa la specifica condizione fiscale prevista dalla misura.

Per la categoria working poor, non è sufficiente dichiarare di avere uno stipendio basso: occorre verificare il criterio fiscale stabilito dalla normativa.


Attenzione alla storia imprenditoriale del richiedente


Le FAQ ufficiali prevedono anche una condizione relativa ai sei mesi precedenti la presentazione della domanda: il soggetto in possesso dei requisiti non deve risultare socio o titolare di un'attività con codice ATECO identico fino alla terza cifra a quello dell'iniziativa che intende finanziare.


La verifica va effettuata sul caso concreto, soprattutto se hai già aperto una partita IVA, sei socio di una società o hai svolto in precedenza un'attività simile.


Posso partecipare se lavoro già?

Non necessariamente. Un lavoratore con un normale reddito potrebbe non possedere i requisiti soggettivi richiesti. Un lavoratore con reddito molto basso potrebbe invece rientrare nella categoria working poor, se soddisfa la condizione fiscale prevista.

È quindi importante non basarsi soltanto sulla propria situazione lavorativa dichiarata: controlla i requisiti ufficiali prima di costituire l'attività.


Fonti ufficiali:


4. Quanto finanzia Resto al Sud 2.0?

Questa è probabilmente la parte più importante per chi sta progettando di aprire una nuova attività.

Resto al Sud 2.0 prevede tre principali soglie di agevolazione.

Tipologia:

  1. Voucher
  2. Voucher maggiorato
  3. Contributo per investimenti
  4. Contributo per investimenti

Investimento di riferimento:

  1. Fino a 40.000 €
  2. Fino a 50.000 €
  3. Fino a 120.000 €
  4. Oltre 120.000 € e fino a 200.000 €

Agevolazione:

  1. Fino a 40.000 € a fondo perduto
  2. Fino a 50.000 € a fondo perduto
  3. 75% a fondo perduto
  4. 70% a fondo perduto


Gli importi e le percentuali sono quelli indicati nella scheda ufficiale di Invitalia. Il voucher maggiorato non è automatico: bisogna soddisfare le condizioni specifiche.


Come funziona il voucher da 40.000 euro?

Il voucher è pensato per progetti che possono essere avviati con un investimento relativamente contenuto.

In presenza dei requisiti previsti, può coprire fino a 40.000 euro di spese ammissibili. In determinate condizioni, l'importo può salire a 50.000 euro.

Immagina di voler avviare una piccola attività di servizi digitali, acquistando attrezzature, software e altri beni ammessi. Se il progetto rientra nella formula voucher e tutte le spese vengono riconosciute ammissibili, potresti ottenere un contributo che copre l'investimento nei limiti previsti.

Non significa che ogni acquisto venga automaticamente rimborsato: devono essere rispettate le regole della misura, comprese quelle documentali e di rendicontazione.


Come funziona il contributo del 75%?

Per programmi di investimento fino a 120.000 euro è previsto un contributo pari al 75% delle spese ammesse.

Ecco un esempio semplificato:


Voce| Importo

Investimento ammissibile| 100.000 €

Contributo teorico del 75%| 75.000 €

Quota non coperta dal contributo| 25.000 €


In questo esempio, il contributo sarebbe di 75.000 euro e resterebbero 25.000 euro da coprire con risorse proprie o altre fonti compatibili.

Il calcolo presuppone che l'intero investimento indicato sia effettivamente riconosciuto ammissibile e che il progetto venga approvato.


Come funziona il contributo del 70%?

Per programmi di investimento superiori a 120.000 euro e fino a 200.000 euro, la percentuale prevista è del 70%.

Esempio con un progetto da 150.000 euro:


Voce| Importo

Investimento ammissibile| 150.000 €

Contributo teorico del 70%| 105.000 €

Quota non coperta dal contributo| 45.000 €


Anche in questo caso, i 45.000 euro rappresentano la parte del programma che non sarebbe coperta dall'agevolazione calcolata sull'investimento ammesso. Non sono necessariamente l'unico capitale di cui avrai bisogno: devi considerare anche le spese escluse dal bando e il fabbisogno di liquidità dell'attività.


Per approfondire: "Agevolazioni economiche di Resto al Sud 2.0 – Invitalia"


5. Come ottenere il voucher maggiorato fino a 50.000 euro?

Il voucher può aumentare da 40.000 a 50.000 euro se viene richiesta la maggiorazione e se il progetto rispetta almeno una delle condizioni previste.

Prima possibilità: investimenti innovativi

Almeno il 20% delle spese ammesse deve essere riconducibile a beni strumentali, materiali o immateriali, oppure a servizi innovativi sul piano tecnologico-digitale o finalizzati alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico.

Per esempio, potrebbero essere rilevanti alcuni investimenti tecnologici o digitali strettamente collegati all'attività. L'ammissibilità dipende dalla natura effettiva della spesa e dalle regole applicabili.


Seconda possibilità: consulenze tecnico-specialistiche

La maggiorazione può essere riconosciuta anche quando vengono acquisite specifiche consulenze tecnico-specialistiche, prestate da enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, per un importo almeno pari al 50% della maggiorazione stessa.


Le consulenze devono riguardare finalità previste dalla misura, come:

  • progettazione e sviluppo di soluzioni innovative di processo o di prodotto;
  • sviluppo e validazione di prototipi, modelli, stampi e matrici;
  • acquisizione di certificazioni ambientali o energetiche.


La maggiorazione deve essere richiesta in sede di domanda. Non va quindi considerata come un aumento automatico del voucher.


6. Quali attività si possono finanziare?

Resto al Sud 2.0 copre numerosi settori economici. La possibilità di accedere dipende dal progetto specifico e dal rispetto delle condizioni del bando.

Tra le attività previste rientrano:


Industria e artigianato

Puoi valutare progetti come un laboratorio artigianale, una piccola attività manifatturiera o un'impresa che realizza prodotti.

Sono comprese anche attività di trasformazione di prodotti provenienti dall'agricoltura, dalla pesca e dall'acquacoltura, nei limiti previsti.


Servizi alle persone e alle imprese

Questa categoria può comprendere numerose iniziative, per esempio:


  • servizi informatici e digitali;
  • servizi professionali e tecnici;
  • attività di supporto alle imprese;
  • servizi alla persona, se conformi alle norme di settore;
  • attività di comunicazione e marketing, quando coerenti con i requisiti.


Turismo

Sono valutabili iniziative nel settore turistico, purché la forma dell'attività, gli investimenti e le spese rispettino le regole applicabili.


Commercio

Possono rientrare attività commerciali, con una valutazione puntuale delle spese previste e della loro ammissibilità.


Libere professioni e lavoro autonomo

Il programma può sostenere anche nuove attività professionali, sia individuali sia in forma societaria, secondo le forme ammesse.

Per esempio, un giovane professionista che vuole avviare uno studio oppure un'attività autonoma specializzata può verificare se il proprio progetto risponde ai requisiti.


Quali attività sono escluse?

Sono escluse le attività di produzione primaria nei settori dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura.

Questo non significa che ogni attività collegata all'agricoltura sia esclusa: la trasformazione dei prodotti può rientrare tra i settori finanziabili. È però necessario distinguere correttamente la produzione primaria dalla trasformazione e verificare il codice ATECO e il progetto.


La classificazione non dovrebbe essere fatta soltanto in base al nome commerciale dell'attività.


Elenco ufficiale dei settori: "Cosa si può fare con Resto al Sud 2.0"


7. Quali spese sono ammesse?

Un progetto può essere valido dal punto di vista imprenditoriale, ma non tutte le spese necessarie per realizzarlo sono necessariamente finanziabili.

È quindi fondamentale predisporre il budget distinguendo gli investimenti ammissibili dai costi che dovrai sostenere autonomamente.


Spese ammissibili

Secondo la documentazione ufficiale, possono rientrare tra le spese finanziabili:


  • Macchinari e attrezzature: beni nuovi di fabbrica necessari per l'attività.
  • Impianti e arredi: quando pertinenti al progetto e conformi alle condizioni previste.
  • Software e strumenti digitali: licenze, programmi informatici, servizi ICT, sviluppo di applicazioni, piattaforme digitali e software.
  • Immobilizzazioni immateriali: alcune competenze e risorse immateriali legate allo sviluppo dell'attività, compresi specifici progetti web, elementi del marchio e del brand.
  • Opere edili: interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, soltanto per il contributo destinato ai programmi di investimento e nel limite del 50% delle spese ammesse.
  • Consulenze tecnico-specialistiche: soltanto quelle previste dal programma, rese da ETS iscritti al RUNTS e nei limiti stabiliti, tra cui il tetto del 30% delle spese ammesse per questa categoria.


L'ammissibilità va verificata caso per caso. Non basta che una spesa sia utile all'impresa: deve appartenere alle categorie consentite e rispettare le condizioni operative.


Spese escluse

Tra le spese indicate come non ammissibili rientrano:


  • acquisto di terreni;
  • acquisto di immobili;
  • consulenze per preparare la domanda di agevolazione;
  • consulenze legali, fiscali e tributarie;
  • materie prime e semilavorati;
  • spese per il personale;
  • utenze;
  • canoni di locazione;
  • consulenze non tecnico-specialistiche;
  • leasing.


Questo punto è particolarmente importante per chi vuole aprire un negozio, un laboratorio o un'attività di servizi: affitto, bollette, stipendi e altri costi di gestione possono essere necessari per lavorare, ma non per questo sono coperti dall'incentivo.


Esempio pratico: apertura di un laboratorio

Supponiamo che un giovane voglia aprire un laboratorio artigianale.


Il budget potrebbe includere macchinari nuovi, attrezzature, arredi e software necessari per produrre e gestire il lavoro. Se sono previste opere edili, bisognerà verificare che siano ammesse nella formula scelta e che rispettino i limiti previsti.


Il canone mensile del locale, le utenze e le materie prime iniziali, invece, non devono essere considerati automaticamente finanziabili.


La regola più utile è questa: prima di ordinare o acquistare qualsiasi bene, verifica che la spesa sia ammessa e rispetti le modalità e le tempistiche previste dal bando.


Fonte ufficiale: "Spese ammissibili ed escluse – Invitalia"


8. Come si presenta la domanda per Resto al Sud 2.0?

La domanda si presenta esclusivamente online attraverso l'area personale di Invitalia.


La procedura richiede attenzione perché non consiste semplicemente nel compilare un modulo: bisogna descrivere correttamente l'attività, dimostrare il possesso dei requisiti e allegare la documentazione richiesta per la specifica forma giuridica e tipologia di agevolazione.


Passaggio 1: verifica i requisiti

Prima di cominciare, controlla:

  • - età e condizione lavorativa;
  • - regione in cui sarà avviata l'attività;
  • - eventuali attività imprenditoriali precedenti;
  • - forma giuridica prevista;
  • - compatibilità del progetto con i settori finanziabili.

Se hai dubbi sulla tua condizione lavorativa o sul codice ATECO, è preferibile chiarirli prima di procedere.


Passaggio 2: scegli tra voucher e contributo per investimenti

Valuta il costo reale del progetto e le categorie di spesa che intendi finanziare.


Non scegliere la formula soltanto in base all'importo massimo disponibile: è importante che lo strumento sia coerente con il tipo di investimento e con le regole applicabili.


Passaggio 3: prepara il progetto

Per il voucher viene richiesta la descrizione dell'iniziativa economica. Per il contributo destinato ai programmi di investimento è previsto un piano d'impresa.

Il progetto deve spiegare in modo chiaro:

  • - quale attività vuoi avviare;
  • - quali prodotti o servizi offrirai;
  • - a chi ti rivolgerai;
  • - quali competenze possiedi;
  • - quali sono i concorrenti e il mercato di riferimento;
  • - quali investimenti vuoi effettuare;
  • - come intendi acquisire clienti e generare ricavi;
  • - come pensi di sostenere economicamente l'attività.


Un progetto efficace non si limita a chiedere soldi: dimostra che l'iniziativa è ragionevole, coerente con le competenze del proponente e sostenibile dal punto di vista economico.


Passaggio 4: prepara i documenti

La modulistica ufficiale comprende documenti differenti a seconda che si scelga il voucher o il contributo per investimenti.

In generale, occorre prepararsi a fornire:


  • - documento d'identità del proponente;
  • - descrizione dell'iniziativa oppure piano d'impresa, secondo lo strumento;
  • - dichiarazioni relative ai requisiti soggettivi e dell'iniziativa;
  • - documentazione relativa alla forma giuridica;
  • - eventuale atto costitutivo e statuto per le società;
  • - certificato di attribuzione della partita IVA, quando previsto;
  • - ulteriori dichiarazioni e allegati richiesti dalla procedura.

L'elenco completo e aggiornato è disponibile nella sezione dedicata alla "modulistica per la domanda".


Passaggio 5: accedi con identità digitale

Per accedere all'area riservata devi utilizzare una delle credenziali ammesse, come SPID, CIE o CNS.

Sono inoltre richieste una firma digitale e una PEC, secondo le modalità indicate da Invitalia.


La domanda deve essere inviata dal titolare o dal legale rappresentante dell'iniziativa economica. È possibile individuare eventuali delegati per la sola compilazione, nei limiti consentiti.


Passaggio 6: invia la domanda e conserva la ricevuta

Dopo aver completato il modulo e caricato gli allegati, controlla attentamente tutte le informazioni.

Una volta effettuato l'invio, viene rilasciata un'attestazione con il protocollo e i riferimenti temporali della trasmissione.

Conserva la ricevuta e la documentazione presentata: saranno utili per seguire la pratica e gestire gli eventuali adempimenti successivi.


Link per iniziare: "Area ufficiale Resto al Sud 2.0 – Presenta la domanda"


9. Quando viene valutata la domanda?

Invitalia indica un termine di valutazione di 90 giorni dall'invio della domanda.

Le richieste vengono esaminate in base all'ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili. Non è prevista una graduatoria nel senso tradizionale del termine.

Questo significa che è utile preparare la documentazione con attenzione e non rimandare inutilmente, ma inviare per primi non garantisce l'approvazione.


La domanda deve essere completa e conforme alle condizioni previste. Inoltre, il progetto viene valutato anche per il merito: le competenze dei proponenti, la coerenza dell'iniziativa e la natura degli investimenti sono elementi rilevanti.

Non bisogna quindi interpretare il termine di 90 giorni come una garanzia assoluta di concessione entro quella data in ogni circostanza.


10. Come vengono erogati i fondi?

Presentare la domanda e ottenere l'approvazione non sono la stessa cosa che ricevere immediatamente l'intero importo richiesto.

Dopo l'eventuale concessione bisogna rispettare le condizioni stabilite, effettuare gli acquisti ammessi e seguire le modalità di rendicontazione ed erogazione previste per lo strumento scelto.

Invitalia mette a disposizione sezioni dedicate ai progetti ammessi, alla documentazione successiva alla concessione e alle richieste di erogazione.

Prima di utilizzare denaro proprio o impegnarti con i fornitori, leggi le istruzioni applicabili al tuo progetto. Non dare per scontato che ogni pagamento effettuato in qualsiasi momento possa essere riconosciuto. 

È opportuno verificare anche le indicazioni aggiornate relative agli strumenti bancari e agli eventuali conti dedicati o vincolati, poiché le modalità operative possono influire sui tempi e sulla gestione del contributo.

Puoi consultare le informazioni aggiornate direttamente dal portale ufficiale di Resto al Sud 2.0.


11. Domande frequenti su Resto al Sud 2.0

Resto al Sud 2.0 è un finanziamento a fondo perduto?

Sì. La misura prevede un voucher a fondo perduto e contributi percentuali a fondo perduto per programmi di investimento. L'importo effettivamente riconosciuto dipende dalla formula scelta, dalle spese ammissibili e dall'approvazione della domanda.

Qual è l'importo massimo ottenibile?

Il voucher può arrivare a 40.000 euro e, in presenza delle condizioni previste, a 50.000 euro. Per i programmi di investimento sono previste percentuali del 75% fino a 120.000 euro e del 70% per investimenti superiori a 120.000 euro e fino a 200.000 euro.

I 200.000 euro rappresentano il limite superiore del programma di investimento indicato, non un contributo automatico di pari importo.

Posso presentare domanda se non ho ancora aperto la partita IVA?

La misura prevede condizioni specifiche per l'avvio dell'iniziativa e richiede che questa sia avviata nel mese della domanda o in quello immediatamente precedente, risultando inattiva alla data di presentazione. La sequenza corretta dipende anche dalla forma giuridica scelta. Verifica la disciplina ufficiale prima di procedere.

Posso finanziare l'acquisto di un immobile?

No. L'acquisto di immobili è tra le spese escluse. Alcuni interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria possono invece essere ammessi per i programmi di investimento, nel rispetto del limite previsto.

Posso usare il contributo per pagare l'affitto e le bollette?

No. Locazioni e utenze sono tra le spese non ammissibili indicate da Invitalia. È importante prevedere risorse adeguate per sostenere questi costi.

È necessario presentare un business plan?

Per il contributo destinato ai programmi di investimento è previsto un piano d'impresa. Per il voucher è richiesta la documentazione descrittiva dell'iniziativa. Occorre utilizzare la modulistica specifica prevista per lo strumento scelto.

Quanto tempo serve per ottenere una risposta?

Invitalia indica una valutazione entro 90 giorni dall'invio, in base all'ordine cronologico delle domande e nei limiti delle risorse disponibili. Il termine non equivale a una garanzia di approvazione.

Posso presentare domanda per un'attività agricola?

Le attività di produzione primaria in agricoltura, pesca e acquacoltura sono escluse. Alcune attività di trasformazione dei prodotti possono invece rientrare tra quelle ammesse. Bisogna valutare il caso concreto e la classificazione dell'attività.



Conclusioni: vale la pena valutare Resto al Sud 2.0?

Resto al Sud 2.0 può rappresentare un'opportunità interessante per chi vuole creare un'attività nel Mezzogiorno e possiede i requisiti richiesti.

Il vantaggio principale è la possibilità di ricevere un contributo a fondo perduto per sostenere investimenti iniziali, riducendo la quota di capitale da reperire autonomamente.

Tuttavia, un contributo pubblico non sostituisce la pianificazione finanziaria. Prima di candidarti, è importante costruire un progetto realistico, distinguere le spese ammissibili da quelle escluse e verificare di poter sostenere i costi che resteranno a tuo carico.

Il primo passo è consultare la documentazione ufficiale di Invitalia, controllare i requisiti e preparare un piano d'impresa coerente con il mercato in cui vuoi operare.

Il consiglio di Guadagna Smart: non partire dall'importo massimo che puoi ottenere, ma dall'attività che vuoi costruire. Calcola quanto ti serve davvero, individua le spese ammissibili e verifica che il progetto possa reggersi economicamente anche dopo l'avvio.



Nota informativa: questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza legale, fiscale o finanziaria. Le condizioni del programma possono essere soggette ad aggiornamenti. Prima di presentare la domanda, fai riferimento ai decreti, alla modulistica e alle FAQ ufficiali pubblicate da Invitalia.

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